artisti interferenze elettriche

Gaia Sanna

Corpi che mutano, si dissolvono, si reinventano. Gaia Sanna arriva a Interferenze Elettriche con INDECORUM, una visione postumana che sfida i limiti imposti all’identità e alla forma. Cosa resta del […]

Naima Rosi

Un pensiero visivo, una memoria che sfugge. Naima Rosi porta a Interferenze Elettriche un racconto intimo, che non chiede di essere compreso ma sentito. Come si può dare forma al

Irene Poli

Il corpo non è più solo materia. È segnale, duplicato, estensione. Irene Poli porta a Interferenze Elettriche un’indagine sulla nostra identità aumentata, dove fisico e digitale si intrecciano fino a

Giorgio Mascio

Ci osserva, ci modella, ci restituisce un’immagine alterata. Con The Binding, Giorgio Mascio ci immerge in un’esperienza in cui l’identità è plasmata da algoritmi invisibili. Uno specchio digitale che riflette

Marovelli – Galassi

Un arcade anni ’80. Due bambini. Una guerra. Marovelli – Galassi arrivano a Interferenze Elettriche con un’installazione che simula il gioco, ma racconta il conflitto. TOY’S WAR nasce dal desiderio

Fiore Gnozzi

In Metamorfosi Plastica, Fiore Gnozzi dà vita a un equilibrio instabile tra geometria e natura, tra memoria delle avanguardie e visioni generate dall’intelligenza artificiale. Un progetto che invita a ripensare

Daphne Sideralis

Un collettivo, una soglia, un’eco distorta. Daphne Sideralis arriva a Interferenze Elettriche con un’opera che non chiede attenzione: la reclama, la invade, la disorienta. Synth-etico è un’esperienza da attraversare, dove

Gaia Conciarelli

Con Genesis, Gaia Conciarelli immagina un futuro condiviso tra uomo e macchina. L’opera prende forma a partire da un dialogo avviato con l’intelligenza artificiale, che diventa co-creatrice di una riflessione

Eleonora Castaldi

Eleonora Castaldi porta nella mostra Interferenze Elettriche un lavoro intenso e spiazzante, che mette in scena un dialogo feroce con il proprio bambino interiore. Attraverso un linguaggio visivo contaminato dai

John Barbieri

Con Idromorfie, John Barbieri trasforma la superficie dell’acqua in uno spazio di riflessione (letterale e simbolica). Idromorfie è un trittico fotografico nato da una ricerca sul riflesso e la distorsione,

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