In occasione di Pontorme in Festa 2026 lo studio EgoZero apre per mostrare work in progress, sperimentazioni e nuove possibilità espressive. Per l’occasione ospita una installazione di Inclusive Art curata da studenti dell’Accademia di Belle Arti di Roma e dal prof. Enrico Bisenzi. Lo spazio sarà allestito inoltre con una serie di studi preliminari per scenografie di luce e nero a cura di Federico Bucalossi. Ambiente sonoro di Spartaco Cortesi.

INCLUSIVE ARTS GALLERY
a cura di Enrico Bisenzi
Una galleria che non ha ancora una sede fissa, ma che esiste già, che ha già le sue opere e che cerca solo il posto giusto dove mostrarle. È la proposta di Enrico Bisenzi, curatore e autore
dell’eBook Inclusive Design – Obblighi normativi e opportunità espressive, che ha lanciato un appello rivolto a gallerie, conservatori, musei, accademie e organizzazioni culturali italiane: ospitare la Inclusive Arts Gallery, che si presenta come la prima galleria italiana dedicata a opere di espressività artistica sul tema dell’inclusione sociale.
Il progetto raccoglie soluzioni espressive elaborate da giovani designer con l’obiettivo di migliorare la comunicazione con persone con disabilità — o, come preferisce definirle Bisenzi, con «caratteri
speciali». Un cambio lessicale che non è accessorio: rivela un’intenzione precisa, quella di guardare alla diversità non come limite da compensare ma come variabile creativa da tenere in considerazione fin dalla fase progettuale. È esattamente il cuore dell’inclusive design, disciplina che negli ultimi anni ha guadagnato spazio nei dibattiti sulla comunicazione visiva e sull’accessibilità, ma che fatica ancora a trovare una rappresentazione stabile nel sistema dell’arte e della cultura istituzionale italiana.
Dal punto di vista logistico, la proposta è volutamente a bassa soglia. Per allestire la Inclusive Arts Gallery bastano, secondo Bisenzi, uno schermo e una parete: scaricando il video che presenta le opere in galleria e il pannello descrittivo in formato A3, qualsiasi spazio culturale può attivare anche solo temporaneamente l’esposizione. I materiali sono disponibili online — il video è pubblicato su PeerTube, il pannello scaricabile dal sito del progetto — e l’intera operazione è
pensata per essere replicabile, scalabile, adattabile. In cambio dell’ospitalità, Bisenzi offre pro bono un workshop in presenza o un webinar a distanza sul tema dell’#InclusiveArts.”
BEYOND LIGHT AND BLACK
a cura di Federico Bucalossi – suono Spartaco Cortesi

Questo studio per ambienti immersivi “Oltre la Luce e il Nero” non nasce per vincere l’oscurità, bensì per rivelarla e introdurci nella profondità del nero.
Qui il nero non è un vuoto da riempire o una semplice assenza di luce, ma materia densa e viva. Le fonti luminose tracciano linee nello spazio non per mostrare, ma per accordare le sensibilità dello “sguardo” aiutandoci a intravedere i dettagli nascosti e le microgeografie del nero, trasformando il non-visibile in un nuovo spazio tangibile da esplorare.
Attraverso queste geometrie, la luce diventa un momento di transizione e allontanamento dal qui per entrare in sintonia con zone astratte di IperNero.
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